Alla fine, sette chilometri e mezzo non sono una grande
distanza. È quanto dista casa mia dall’ufficio. La biciletta è la soluzione
migliore. Anni che non la prendo più: a me piace correre, non pedalare. Ma sarebbe
complesso arrivare in ufficio sono sette chilometri di corsa, sudato e in
pantaloncini corti. No, la corsa non è la soluzione giusta. Per il momento non
ne ho una mia, me l hanno prestata: a poco a poco adesso devo organizzare
tutto. quanto ci metterò a coprire questo tratto di strada? non ne ho idea:
diciamo che calcolo alla peggio mezz’ora. Domani sarà il mio battesimo della bicicletta:
in questi giorni, che ha piovuto, il mio collega che abita proprio nello stesso
condominio mi ha dato uno strappo al mattino. Ma rimarrà solo una soluzione per
i giorni di pioggia. E, sto pensando, riuscirò ad organizzarmi con la bici
anche per quelli. Nell’arrivare questa mattina mi son fatto lasciare al bar qui
dietro per prendere un caffè: lui inizia alle sette a lavorare, e arrivare
sempre in ufficio alle sette di mattino non è sostenibile. Dal bar all’ufficio
ho fatto una passeggiata, quindici minuti di aria aperta. Di ARIA APERTA
iniziare la giornata dopo aver respirato un momento, devo ammettere, cambia
tutto. toglie il torpore del mattino, la stanchezza del letto, accende il corpo
e mi ha dato una piccola dose di buon umore. A piedi poi si notano cose che in
macchina non si vedono: nei campi i fagiani, i corsi d acqua nati dal temporale.
Cose che saltano all’occhio. E in qualche modo la mente si svuota. Domani, se
il tempo regge, la prima prova con la bicicletta. E il viaggio in questa nuova
dimensione
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