martedì 21 giugno 2016

Ascoltare il silenzio

Ascoltare il silenzio. Questa è la prima sensazione che si prova quando si gira in bicicletta al mattino. Soprattutto se si è in campagna. Soprattutto se si è abituati al traffico di milano. E la sensazione, nonostante il sonno, è quasi magica. L’ho provata questa mattina per la prima volta.Per percorrere pochi chilometri, alla fine, tra macchina e biciletta la differenza in termini di tempistica sono pochi minuti. Che, se di primo acchito può far sembrare questo inizio di giornata una tragedia..alla fine.. nelle dodici –almeno – ore che si sta in giro, cosa cambia? Nulla. Assolutamente nulla. Pausa a tre quarti del percorso per un caffè, stacco finale su un ponte, e quando sono arrivato stavo ancora meglio di quando ero partito. Perché? non so, forse l’aria fresca, forse il minimo sforzo muscolare che ha attivato il corpo. Non so, non ho una spiegazione scientifica, so solo che stavo decisamente meglio. Forse sarà una questione di abitudine, ma la biciletta non incarna tutti quei minus che ci si potrebbe aspettare. Anzi, a dirla tutta, una mattinata piacevole. Un grande inizio. Certo, farlo alle 6.50 del mattino potrebbe mettere alla prova anche il più grande mattiniero, ma.. la giornata poi mi è corsa via velocemente. Primo giro in bici, nuovo passo. 




martedì 14 giugno 2016

Sette chilometri e mezzo

Alla fine, sette chilometri e mezzo non sono una grande distanza. È quanto dista casa mia dall’ufficio. La biciletta è la soluzione migliore. Anni che non la prendo più: a me piace correre, non pedalare. Ma sarebbe complesso arrivare in ufficio sono sette chilometri di corsa, sudato e in pantaloncini corti. No, la corsa non è la soluzione giusta. Per il momento non ne ho una mia, me l hanno prestata: a poco a poco adesso devo organizzare tutto. quanto ci metterò a coprire questo tratto di strada? non ne ho idea: diciamo che calcolo alla peggio mezz’ora. Domani sarà il mio battesimo della bicicletta: in questi giorni, che ha piovuto, il mio collega che abita proprio nello stesso condominio mi ha dato uno strappo al mattino. Ma rimarrà solo una soluzione per i giorni di pioggia. E, sto pensando, riuscirò ad organizzarmi con la bici anche per quelli. Nell’arrivare questa mattina mi son fatto lasciare al bar qui dietro per prendere un caffè: lui inizia alle sette a lavorare, e arrivare sempre in ufficio alle sette di mattino non è sostenibile. Dal bar all’ufficio ho fatto una passeggiata, quindici minuti di aria aperta. Di ARIA APERTA iniziare la giornata dopo aver respirato un momento, devo ammettere, cambia tutto. toglie il torpore del mattino, la stanchezza del letto, accende il corpo e mi ha dato una piccola dose di buon umore. A piedi poi si notano cose che in macchina non si vedono: nei campi i fagiani, i corsi d acqua nati dal temporale. Cose che saltano all’occhio. E in qualche modo la mente si svuota. Domani, se il tempo regge, la prima prova con la bicicletta. E il viaggio in questa nuova dimensione

domenica 12 giugno 2016

Un nuovo viaggio

5.30 del mattino, autogrill. Caffè, pieno di benzina. Sguardo veloce alle mail, scelta delle canzoni, accensione autoradio. E tutta d un fiato in autostrada per le prossime due ore.

5.40 del mattino, in strada non c'è nessuno. Il sole si è appena alzato, solo qualche portiere che sistema la spazzatura sui marciapiedi. Fortuna non piove. I semafori ancora lampeggiano e i bar sono chiusi. La fermata della metropolitana di apre in questo momento, dieci minuti di attesa per il primo treno. Attorno a me altre persone con gli occhi carichi di sonno. Scendo alla fermata della stazione dei treni, ho calcolato ieri sera i tempi e per essere tranquillo sono in anticipo. Un po troppo, forse. Ma è la prima volta, meglio così. Ore 6.30 il treno lascia la stazione. Non posso far altro che tirare un lungo respiro. Inizia Il mio nuovo viaggio